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Un caso di foruncolosi eosinofilica canina

Data caso clinico: 24 Novembre 2020
Autori: Silvia Gattuso, Domenica Cardaci
Introduzione del caso clinico:

La foruncolosi eosinofilica è una malattia cutanea del cane. Si conosce poco sulla patogenesi anche se è stata ipotizzata una reazione di ipersensibilità alla puntura di insetti o altri artropodi. L’ipotesi è avvalorata dal fatto che più frequentemente viene osservata in cani da caccia o comunque in soggetti che vivono all’aperto. L’insorgenza è acuta ed è caratterizzata dalla comparsa di papule, placche eritematose, lesioni erosivo-ulcerative, localizzate prevalentemente sul dorso del naso ma che possono interessare anche i margini dei padiglioni auricolari, le palpebre e occasionalmente l’addome o gli arti. Il prurito può essere assente o intenso e le lesioni sono spesso dolenti. In alcuni soggetti si manifestano sintomi di malessere generale come abbattimento, febbre, anoressia.

Caso clinico: Pasquale, un cane incrocio Maremmano maschio di 7 anni, viene portato a visita per la presenza di lesioni crostose erosivo-ulcerative localizzate sul dorso della canna nasale in prossimità della giunzione con il planum nasale (foto 1, 2). Il cane vive all’aperto con altri cani e non riceve nessuna profilassi antiparassitaria. Il proprietario riferisce che il cane è affetto da leishmaniosi, attualmente in terapia con allopurinolo, e non presenta prurito.
Accertamenti diagnostici clinico: Si esegue l’esame citologico, sia per apposizione, dopo aver sollevato le croste, che per agoinfissione, in cui si osserva un abbondante componente ematica con rari neutrofili e linfociti in assenza di agenti eziologici. Si effettuano quindi biopsie cutanee sul dorso della canna nasale e si prescrive una terapia antibiotica a base di amoxicillina/acidoclavulanco (25 mg/kg bid per 15 giorni) e l’utilizzo di un collare antiparassitario a base di flumetrina. L’esame istologico evidenzia una flogosi di entità severa che interessa il derma multifocalmente in sede superficiale, periannessiale e profonda; l’infiltrato è composto da innumerevoli granulociti eosinofili e da un numero inferiore di mononucleati, tra questi diverse plasmacellule e linfociti. Sono presenti foci di foruncolosi anch’essi con componente eosinofilica. La diagnosi istologica è compatibile con una foruncolosi eosinofilica (foto 3-4-5).
Evoluzione clinica: Si prescrive prednisolone alla dose di 1 mg/kg/die/os e si osserva un rapido miglioramento delle lesioni dopo soli sette giorni. Nelle settimane a seguire il prednisolone viene gradualmente scalato, fino ad essere completamente sospeso a cinque settimane dall’inizio della terapia (foto 6). Non si sono osservate recidive mentre la totale risoluzione delle lesioni si è verificata a 3 mesi dalla diagnosi (foto 7).
Conclusioni: La foruncolosi eosinofilica canina deve essere differenziata dalla piodermite, dalla dermatofitosi, dalle malattie nodulari batteriche o fungine, dai granulomi sterili e dalle neoplasie. In genere la sua insorgenza acuta e l’anamnesi sono sufficienti per indirizzare verso la diagnosi che deve essere sempre confermata da un esame citologico e istologico. Nel caso descritto la lesione è apparsa di entità grave e per l’assenza del rilievo di eosinofili alla citologia si è dovuti ricorrere all’esame istopatologico per ottenere una diagnosi.
Bibliografia: Gross TL, Ihrke PJ, Walder EJ et al (2005). Eosinophilic furuncolosis of the face. In : Skin disease of the dog and cat: clinical and histopatological diagnosis, 2nd edn. Blackwell Science, Ames pp 450-453. Miller WH, Griffin CE, Campbell KL (2013). Canine eosinophilic furunculosis. In: Muller and Kirk’s Small Animal Dermatology 7nd Elsevier, pp 416-417. Guaguère E et al (1996) Foruncolose eosinophilique chez le chien . Prat Med Chir Anim Comp 31:413.
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