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Un caso di linfoma cutaneo non epiteliotropo in un gatto senza “dermico”

Data caso clinico: 1 Marzo 2007
Autori:

Olivieri Lara

Introduzione del caso clinico:

I disordini linfoproliferativi cutanei nel cane e nel gatto includono la linfocitosi, il linfoma epiteliotropo e il linfoma non epiteliotropo o dermotropo. Nel gatto le prime due forme sono rare mentre è più comune (a differenza di quanto segnalato nel cane) il riscontro del linfoma dermotropo. Quest’ultimo è caratterizzato dalla proliferazione di linfociti neoplastici esclusivamente nel derma (da cui il termine dermotropo), con formazione di noduli multipli, alopecici e spesso ulcerati, e da un rapido coinvolgimento sistemico. In alcuni casi è stata dimostrata l’associazione con il virus della leucemia felina. La prognosi è infausta a breve termine: la sopravvivenza media è di 4 mesi dalla diagnosi e la risposta alla chemioterapia è scarsa.

Caso clinico:

Tigre è un gatto comune europeo, maschio castrato, di 7 anni, del peso di 9 kg, regolarmente vaccinato e che vive senza avere contatti con altri animali. Viene portato alla visita perché da circa una settimana sono comparse lesioni cutanee. L’esame obiettivo generale evidenzia solo una modesta reattività dei linfonodi poplitei.All’esame dermatologico si apprezza la presenza di placche circolari, alopeciche, eritematose ed ulcerate, con focolai di necrosi centrali, del diametro medio di 1 cm, su ventre, tronco ed arti (figura 1,2). Tra le diagnosi differenziali si considerano neoplasia cutanea e dermatiti nodulari di origine infettiva.

Accertamenti diagnostici clinico:

Gli accertamenti diagnostici vengono eseguiti in sedazione perchè il gatto è estremamente aggressivo. Si procede con l’esame con lampada di Wood e tricogramma e nonostante i risultati negativi si esegue una coltura su terreno DTM/Sabouraud. Quest’ultima risulta negativa per la ricerca di dermatofiti. L’esame citologico per apposizione dalle ulcere, dopo tosatura dei peli circostanti, evidenzia una popolazione omogenea di cellule discrete di forma rotonda, con nuclei voluminosi, nucleoli prominenti e scarsa quantità di citoplasma, sono presenti anche granulociti neutrofili (figura 3). I risultati di uno screening completo sono nella norma ed il test sierologico per la Felv è negativo. Una radiografia total-body rivela un aumento di volume dei reni confermato da ecografia addominale (figura 4). Aspetti di disomogeneità ecografica sono rilevabili oltre che nei reni anche a livello splenico (figura 5). Si procede infine con la biopsia cutanea di due delle lesioni ulcerative per esame istopatologico. L’esame istopatologico rivela una neoplasia cutanea a cellule discrete, intradermica, ulcerata, non capsulata. Le cellule sono rappresentate da elementi neoplastici con nucleo rotondo, elevato rapporto nucleo citoplasmatico e spiccati caratteri di atipia. L’aspetto linfoide delle cellule conferisce una colorazione intensamente blu al preparato quando è osservato a piccolo ingrandimento. Il denso infiltrato neoplastico oscura le unità follicolari e ai margini dell’ulcera non vengono rilevati aspetti di epiteliotropismo (figura 6). La neoplasia si spinge fino al confine derma-pannicolo assumendo un aspetto del tipo “bottom-heavy” (figura 7). L’indagine immunoistochimica effettuata mediante metodo streptoavidina-biotina perossidasi utilizzanndo un anticorpo anti CD3 (marker per i linfociti T) rivela una positività di membrana diffusa delle cellule neoplastiche (figura 8,9). Viene pertanto emessa diagnosi di linfoma dermotropo a linfociti T.

Evoluzione clinica:

L’aggressività del gatto e l’impossibilità alla sua ospedalizazione, così come la difficoltà nella gestione a casa, limita l’uso di protocolli terapeutici chemioterapici a base di vincristina, ciclofosfamide, prednisolone (protocollo COP), o l’impiego di lomustina. Si decide pertanto di utilizzare il prednisolone (2mg/kg/die) associato a ranitidina (1mg/kg bid) e cefalessina (30mg/kg bid) per prevenire sovrainfezioni batteriche. Dopo un mese, il proprietario richiede l’eutanasia, per il peggioramento del quadro clinico, cioè per l’aumento delle dimensione e del numero delle lesioni cutanee, per il loro sanguinamento e per la comparsa di vomito frequente.

Conclusioni:

Nel gatto, in presenza di lesioni multifocali, nodulari o a placca, la lista delle diagnosi differenziali include le malattie fungine (dermatofitosi e micosi profonde), le infezioni da micobatteri, i linfomi cutanei, i mastocitomi, le proliferazioni istiocitarie. Nel nostro caso, la citologia è suggestiva di neoplasia a cellule rotonde, ma soltanto l’esame istopatologico e la fenotipizzazione consentono di confermare la diagnosi di linfoma. Il linfoma non epiteliotropo può essere, talvolta, associato a una gammopatia policlonale e ad ipercalcemia, non presenti nel nostro caso, e, più spesso, può causare metastasi linfonodali e viscerali, che portano a morte il soggetto in pochi mesi nonostante l’impiego di protocolli chemioterapici.

Bibliografia:

Day MJ. Immunophenotypic characterization of cutaneous lymphoid neoplasia in the dog and cat. J Comp Pathol 112: 79-96, 1995 Ashley PF, Bowman LA. Symmetric cutaneous necrosis of the hind feet and multicentric follicular lymphoma in a cat. J Am Vet Med Assoc 214: 211-214, 1999

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