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Un caso di dermatite pustolosa eosinolifica che risponde al cortisone

Data caso clinico: 1 Agosto 2007
Autori:

Cellai Vanni
Abramo Francesca

Introduzione del caso clinico:

La pustolosi eosinofilica è una rara dermatosi idiopatica nel cane. Sebbene la patogenesi e l’eziologia siano ancora sconosciute, la buona risposta clinica ad antinfiammatori corticosteroidei fa supporre un’eziopatogenesi immunomediata. Clinicamente la patologia si presenta con lesioni multifocali eritematose, papule e pustole che evolvono in collaretti epidermici e prurito.

Caso clinico:

Cane spinone maschio intero, di 8 anni di età, alimentato con dieta commerciale e vive prevalentemente in casa. Il soggetto è risultato positivo al test IFAT per la leishmania da circa 2 mesi, senza avere né sintomi clinici né alterazioni ematobiochimiche. I proprietari riferiscono che da circa 1 mese il cane manifesta un prurito intenso diffuso, più accentuato su testa e tronco. All’EOG il cane si presenta agitato e si gratta quasi ininterrottamente. La mucosa buccale è rosea mentre quella oculare presenta una congiuntivite bilaterale (Figura 1). È presente lieve linfoadenopatia generalizzata. Durante l’esame dermatologico si osservano numerosissime papule e qualche pustola, croste e collaretti epidermici, ipotricosi e aree alopeciche diffuse, con maggior coinvolgimento della regione del dorso e dell’addome (figure 2 e 3).

Accertamenti diagnostici clinico:

Vengono eseguiti i seguenti esami: tricoscopia, osservazione alla lampada di Wood, scotch test, raschiati multipli superficiali e profondi. Tali esami risultano negativi per la ricerca di dermatofiti, di lieviti del genere malassezia e di acari (sarcoptes, demodex). L’esame citologico per apposizione dalle papule e per agoaspirazione dalle pustole intatte mette in evidenza numerosi polimorfonucleati eosinofili e neutrofili per lo più non degenerati, e batteri extracellulari.

Evoluzione clinica:

E’ stata somministrata cefalessina alla dose di 25 mg/kg/12h PO per 25 giorni, associata ad acidi grassi ω3 e ω6, intrapreso un trial alimentare con idrolisati e intrapreso un tentativo terapeutico con selamectina per escludere una risposta allergica al morso di pulce o agli acari. Al controllo successivo, dopo circa 20 giorni, sono state eseguite biopsie multiple causa l’inefficacia della terapia ed il peggioramento del quadro dermatologico e del prurito. ESAME ISTOLOGICO: All’esame istologico viene emessa una diagnosi di dermatite pustolosa eosinofilica. Sono evidenziabili pustole subcorneali non intatte contenenti neutrofili e numerosi eosinofili, senza cellule acantolitiche, e, in corrispondenza delle lesioni pustolose, una dermatite superficiale perivasale e interstiziale costituita da eosinofili, neutrofili e rari linfociti/plasmacellule (figura 4 e 5). A seguito del referto istopatologico è’ stata instaurata una terapia a base di prednisolone alla dose di 2 mg/kg/24 ore. A pochi giorni dall’inizio della terapia è stato osservato un miglioramento della sintomatologia ed a distanza di circa 1 mese è stata osservata la ricrescita del manto, la risoluzione delle lesioni dermatologiche e la risoluzione del il prurito (Figure 6 e 7). Una volta ridotta la dose di prednisone alla quantità di 0,5 mg/kg sid è stata osservata una recidiva ed in particolare la comparsa di una dermatite pustolosa pruriginosa con alopecia parziale su tronco arti e testa, eritema, scaglie, croste giallastre, rare pustole integre sul ventre ed otite ceruminosa esterna bilaterale. Venivano eseguiti nuovamente raschiati cutanei multipli che hanno dato esito negativo ed esami citologici che hanno messo in evidenza all’interno delle pustole neutrofili ben conservati e alcuni eosinofili. All’interno del condotto uditivo veniva rilevata una sovracrescita di Malassezia. Gli esami ematobiochimici hanno solamente mostrato un aumento dell’attività dell’ALP probabilmente indotto dalla terapia corticosteroidea. Al fine di escludere definitivamente la rogna sarcoptica è stata di nuovo somministrata di selamectina applicata tre volte a distanza di 15 giorni l’una dall’altra, istaurato un trial alimentare a base di idrolisati proteici per 8 settimane e somministrati prodotti per uso topico per il trattamento dell’otite. Dopo 7 giorni dalla sospensione della terapia con antibiotici è stato eseguito un esame colturale da materiale cutaneo (collaretto epidermico). Da quest’ultimo è stato isolato il Corynebacterium sp risultato sensibile all’enrofloxacina. È stata quindi instaurata una terapia con questo antibiotico per 4 settimane. La sintomatologia non è migliorata.

Conclusioni:

La dermatite eosinofilica pustolosa sterile è una patologia rara che colpisce sia il cane che l’uomo. È’ una dermatosi caratterizzata da prurito, eritema, papule e pustole. Per la poca specificità del quadro sintomatologico, nel diagnostico differenziale devono essere prese in considerazione tutte le patologie di natura allergica (allergia al morso di pulce, allergia alimentare, dermatite atopica) e infettivo-parassitarie (batteri, acari, lieviti). Ai fini diagnostici, l’esame citologico dell’aspirato ottenuto dalle pustole e soprattutto l’esame istopatologico di biopsie cutanee sono essenziali. La terapia si basa sull’utilizzo di glicocorticoidi a dosaggi immunosoppressivi per lunghi periodi di tempo e spesso l’interruzione della terapia può portare alla ricomparsa della sintomatologia.

Bibliografia:

D.W. Scott, P.J. Ihrke, E.J. Walzer, V.K. Affolter. Skin diseases of the dog and cats. Clinical and histopathologic diagnosis. 2nd Ed Blackwell Publishing, 2005 pp 417-419. Craig J.M. A case of sterile eosinophilic pustolosis in a dog. Vet Dermatol 1993, 15:11.

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