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Leishmaniosi cutanea nodulare localizzata in un rottweiler

Data caso clinico: 1 Gennaio 2005
Autori:

Santillo Daniele
Cellai Vanni

Introduzione del caso clinico:

La leishmaniosi canina è una malattia protozoaria endemica del Bacino del Mediterraneo, sostenuta da Leishmania infantum. La forma cutanea puo’ presentarsi come dermatite secca esfoliativa, ulcerativa, nodulare o, piu’ raramente, come dermatite pustolosa sterile. La forma nodulare puo’ essere sia generalizzata sia localizzata ed è caratterizzata da infiltrato granulomatoso e dalla presenza, soprattutto nelle forme con noduli singoli, di un elevato numero di parassiti. In quest’ultimo caso la diagnosi puo’ essere ottenuta grazie al riconoscimento dell’agente eziologico direttamente dalla lesione mediante esame citologico.

Caso clinico:

Il caso si riferisce ad un cane rottweiler maschio di 5 mesi di età. Il proprietario riferisce che da circa 1 mese era comparsa un’area depigmentata e alopecica a livello della palpebra inferiore dell’occhio destro. Il soggetto era stato già sottoposto a trattamento per sospetta micosi con prodotto ad uso topico (di cui il proprietario non ricorda il nome) per circa 7 giorni e successivamente con ivermectina sottocute ogni 7 giorni per sospetta demodicosi. Le terapie non avevano esordito alcun miglioramento clinico. All’esame obiettivo generale il cane si presenta in ottime condizioni di salute. I linfonodi esplorabili sono di dimensioni normali. All’esame dermatologico si rileva la presenza di un’area di alopecia con cute ispessita e con tre papule di dimensioni di circa mezzo centimetro, di colore rosa chiaro. Due delle papule sono situate sulla palpebra inferiore dell’occhio sinistro e una sul canto mediale della stessa (figura 1). Le lesioni non sono pruriginose. Tra le diagnosi differenziali vengono considerate la piodermite (blefarite), punture di insetto, la demodicosi, la dermatofitosi, la leishmaniosi, considerato che il soggetto vive in una zona endemica (provincia di Firenze) e l’istiocitoma/istiocitosi/sindrome del piogranuloma sterile.

Accertamenti diagnostici clinico:

L’esame con lampada di Wood dà esito negativo e il raschiato profondo non rileva la presenza di demodex. L’esame tricoscopico effettuato da peli prelevati nelle aree circostanti le lesioni, per mettere in evidenza eventuali spore fungine o demodex fornisce esito negativo. Nel preparato citologico effettuato per agoaspirazione si evidenzia una popolazione infiammatoria mista costituita prevalentemente da macrofagi e plasmacellule. Nel citoplasma dei macrofagi sono evidenti amastigoti di leishmania caratterizzati da nucleo centrale e presenza di cinetoplasto (figura 2).

Evoluzione clinica:

Al soggetto viene effettuato il test sierologico (immunofluorescenza indiretta) per il rilievo di anticorpi anti-leishmania. Poiché il titolo anticorpale risulta essere di 1:160 vengono eseguiti il profilo biochimico ematologico completo, l’ esame delle urine e l’elettroforesi proteica per classificare lo stato clinicopatologico del soggetto. In base agli esami eseguiti il soggetto viene classificato in classe B (IFI positivo, nessuna alterazione biochimica, lieve proteinuria ma con rapporto PU/CU inferiore ad 1 e nessuna alterazione del tracciato elettroforetico) e sottoposto a terapia con antimoniato di N-Metil Glucamina al dosaggio di 75 mg/kg SC ogni 12 ore per 2 mesi (terpaia consigliata come da prontuario Scivac 3° ed p.560 classificando il caso come classe B), allopurinolo al dosaggio di 25 mg/kg PO ogni 12 ore per 3 mesi, complessi vitaminici e acidi grassi ω3 e ω6. Il follow up del soggetto dopo 3 mesi di terapia mostra una completa risoluzione della lesione cutanea (figura 3).

Conclusioni:

Con il termine papula si intende una lesione cutanea rilevata indurita, di dimensioni inferiori al centimetro, solitamente caratterizzata da raccolta di cellule infiammatorie o neoplastiche. Tra le diagnosi differenziali di una dermatite papulare nel cane devono essere incluse la piodermite, la rogna sarcoptica, l’allergia alimentare, l’allergia al morso delle pulci, le punture di insetti, la leishmaniosi, le patologia da accumulo (xantomatosi, calcinosi cutanea) e le neoplasie. Considerata la molteplicità delle cause in grado di determinare uno stesso quadro clinico (dermatite papulare) è di fondamentale importanza ricorrere all’utilizzo di esami collaterali al fine di ridurre la lista di diagnosi differenziali. In particolare l’agoaspirato consente di definire il tipo di popolazione cellulare presente e quindi di effettuare una prima discriminazione tra lesione di tipo neoplastica o infiammatoria/da accumulo. Nel caso descritto l’ agoaspirato non solo ha consentito di orientare la diagnosi verso una lesione infiammatoria ma anche di evidenziare direttamente l’agente eziologico. La scelta terapeutica si è basata sui risultati ottenuti da ulteriori indagini eseguite allo scopo di valutare lo stato clinico-patologico del soggetto.

Bibliografia:

Paradis M. New approaches to the treatment of canine demodicosis. Vet Clin North Am Small Anim Pract. 29:1425-36,1999. Chen C. A review of canine demodicosis. Proc Annu Memb Meet Am Acad Vet Dermatol Am Coll Vet Dermatol. 6: 227, 1999. Fondati A., Romano E. Un caso di demodicosi localizzata squamosa in un cane. Quaderni di Dermatologia. Suppl.2: 24-29, 1998. Pizzirani “Prontuario terapeutico veterinario” 3° ed. 2001 Ed. E, 557-563.

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