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Feoifomicosi cutanea in un gatto sostenuta da cladophyalopho

Data caso clinico: 1 Ottobre 2002
Autori:

Abramo Francesca
Mancianti Francesca
Bastelli Francesca
Nardoni Simona

Introduzione del caso clinico:

Le feoifomicosi sono infezioni fungine sostenute da saprofiti ubiquitari, che conseguono ad inoculazione cutanea del fungo attraverso ferite contaminate. I funghi isolati appartengono a vari gruppi tassonomici che hanno in comune la caratteristica di formare ife pigmentate. Feoifomicosi cutanee e sottocutanee sono già state segnalate raramente nel cane e nel gatto (Scott, 2001).

Caso clinico:

Un gatto, comune europeo maschio di 5 anni è stato sottoposto a visita clinica per la presenza di una tumefazione cutanea. All’esame obiettivo generale il soggetto si presentava in buone condizioni; l’esame obiettivo particolare del tegumento faceva rilevare una tumefazione cutanea edematosa e ulcerata a carico del tartufo e del filtro nasale (figura 1, 2). Una terapia a base di antibiotici non aveva determinato la risoluzione della lesione, per cui venivano effettuati un prelievo bioptico ed un tampone per esame colturale micologico.

Accertamenti diagnostici clinico:

L’esame istopatologico ha rilevato la presenza di una dermatite da nodulare a interstiziale, diffusa costituita da una reazione piogranulomatosa. Questa era caratterizzata dalla presenza di neutrofili, numerosi macrofagi, cellule giganti ed elementi fungini con aspetto lievitiforme e parete pigmentata (corpi di Medlar), talvolta organizzati in corte catene di elementi (figura 3, 4). Occasionalmente sono state osservate corte ife non ramificate con rari clamidoconidi. L’epidermide sovrastante risultava moderatamente iperplastica. Il tampone prelevato dalla lesione è stato seminato su agar Sabouraud ed incubato a 30°C. Al 6° giorno sono comparse numerose colonie piccole, vellutate, di colore verde scuro, con scarsa tendenza all’accrescimento. Sono stati allestiti preparati microscopici (con la tecnica dello scotch e delle microcolture) che hanno rivelato conidi fusiformi in lunghe catene, su ife scarsamente differenziate (figura 5). Sulla base dei caratteri macro e microscopici l’isolato è stato identificato come C. bantiana (de Hoog et al., 1995).

Evoluzione clinica:

Il gatto è stato sottoposto a trattamento con itroconazolo 5mg/Kg BID per tre mesi con miglioramento delle lesioni cutanee. Per insorgenza di gravi disturbi gastroenterici la terapia veniva interrotta e si verificava la prima recidiva. Alla somministrazione di fluconazolo 2,5mg/Kg per os BID per 5gg e 2,5mg/Kg per os BID per 3 mesi le lesioni miglioravano notevolmente. Il proprietario interrompeva arbitrariamente la terapia dopo due mesi e si assisteva ad una seconda recidiva. Le lesioni sono regredite completamente in seguito ad ulteriore terapia con fluconazolo alle stesse dosi.

Conclusioni:

La notevole refrattarietà alla terapia antimicotica delle feoifomicosi rispetto ad altre infezioni superficiali da dermatofiti, rende necessaria una diagnosi eziologia accurata che deve avvalersi necessariamente di esami cito/istopatologico e micologico. La biopsia cutanea è di particolare rilievo nei casi in cui sia necessaria una diagnosi differenziale nei confronti di altre lesioni clinicamente simili quali granulomi da corpi estranei, granulomi batterici e per escludere l’eventualità di lesioni neoplastiche quali il carcinoma squamoso, peraltro di frequente riscontro a livello di dorso del naso e del tartufo. La C. bantiana è stata isolata anche da lesioni cerebrali sia nell’uomo che nel gatto (Dillehay et al., 1987) e sembra manifestare rispetto agli altri generi uno spiccato neurotropismo. Poiché nell’uomo gli ascessi cerebrali e la meningite cronica associati all’infezione sembrano conseguire all’inalazione di spore, la localizzazione nasale dovrebbe essere considerata con particolare attenzione anche nel gatto in quanto possibile porta d’ingresso per lesioni piu’ gravi a livello cerebrale.

Bibliografia:

Dillehay DL et al. Vet Pathol 24: 192-4, 1987. De Hoog et al., J Med Vet Mycol 33 : 339-347, 1995. Scott DW et al. “Muller & Kirk Small Animal Dermatology” 6th Ed. WB Saunders Co, Philadelphia, 2001, 379-381.

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