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Carcinoma delle ghiandole eccrine in un carlino

Data caso clinico: 1 Luglio 2007
Autori:

Alessandro Corona – Libero professionista
Abramo Francesca

Introduzione del caso clinico:

Gli annessi cutanei comprendono le ghiandole sebacee (olocrine) e le ghiandole sudoripare (sia apocrine che eccrine). Le ghiandole sudoripare apocrine sono presenti su tutta la superficie cutanea ricoperta di peli (compresi gli spazi interdigitali) ed i loro dotti sfociano al di sopra di quelli delle ghiandole sebacee direttamente nell’istmo follicolare (ghiandole epitrichiali). La secrezione avviene tramite distacco della parte apicale del polo luminale della cellula e il secreto acquoso che ne fuoriesce, emulsionato al sebo, costituisce il film idrolipidico di superficie. Le ghiandole sudoripare eccrine sfociano direttamente sulla superficie cutanea delle zone glabre, come i cuscinetti plantari, attraverso l’epidermide (ghiandole atrichiali). Il secreto viene eliminato dalla porzione apicale della cellula senza che vi sia distacco di parte del citoplasma e il liquido acquoso, prodotto soprattutto in caso di ipertermia o di paura, permette di idratare l’epidermide dei cuscinetti e di migliorarne l’adesione al suolo. I tumori a carico delle ghiandole sudoripare eccrine sono estremamente rari sia nel cane che nel gatto, mentre sono abbastanza comuni nell’uomo. Si presentano come lesioni nodulari solitarie, a margini non ben definiti, solide, frequentemente ulcerate e localizzate ai polpastrelli e alle dita. E’ abbastanza comune osservare interessamento di più dita, lisi ossea della falange sottostante e metastasi linfonodali e polmonari.

Caso clinico:

Pluto è un carlino di 10 anni, maschio. Conduce una vita sedentaria a causa di una forma di atassia congenita legata ad un difetto di appoggio a carico degli arti anteriori. Viene portato alla visita per la comparsa di una lesione a carico del cuscinetto metacarpale dell’arto anteriore destro. Durante la visita si rileva la presenza di una lesione essudativa, ulcerata, dolente e pruriginosa sul polpastrello che appare anche aumentato di volume; si nota inoltre eritema interdigitale (Figura 1,2).

Accertamenti diagnostici clinico:

Viene effettuato un esame citologico per apposizione della lesione con il quale si rileva la presenza di infezione batterica (neutrofili con batteri fagocitati). Viene poi eseguito uno scotch test a livello interdigitale col quale si dimostra la presenza di lieviti del genere Malassezia. Si imposta terapia antibiotica con cefalessina (25mg/kg BID per 3 settimane) e con ketoconazolo (5mg/kg BID per 2 settimane). Dopo tre settimane dall’inizio della terapia il prurito è notevolmente diminuito ma la lesione ulcerativa risulta ulteriormente peggiorata. Si procede pertanto a prelievo bioptico per indagine istopatologica. ESAME ISTOPATOLOGICO L’esame istopatologico fa rilevare una neoplasia sottocutanea localmente molto infiltrante di natura epiteliale (figura 3), che si estende fino al derma superficiale (figura 4) determinando una estesa area di ulcerazione (figura 5). Si tratta di proliferazione di cellule da poligonali a colonnari distribuite in unico o duplice strato a tappezzare strutture di tipo tubulare (figura 6). Le cellule mostrano caratteri di atipia quali anisocariosi, anisocitosi e nuclei voluminosi con nucleoli prominenti. La stessa tipologia cellulare con le caratteristiche di citoarchitettura tubulare sono presenti anche nel contesto dell’epidermide (probabile interessamento dei dotti escretori di ghiandole atrichiali) (figura 7). Nelle cellule che tappezzano i tubuli non sono evidenziabili gli aspetti morfologici di “decapitazione apocrina” caratteristici di cellule a secrezione apocrifa (figura 8). La neoplasia viene pertanto considerata di natura ghiandolare eccrina.

Evoluzione clinica:

Sebbene l’aggressività di questo tumore preveda l’amputazione terapeutica dell’arto, viste le particolari condizioni cliniche del paziente e l’impossibilità di Pluto di poter deambulare con soli tre arti, in accordo con i proprietari, il cane non è stato sottoposto ad alcuna terapia se non quella antidolorifica, con antinfiammatori (carprofen 2mg/kg/die solo in caso di necessità).

Conclusioni:

In presenza di una lesione ulcerata, localizzata ai polpastrelli, si impone di prendere in considerazione, fra le diagnosi differenziali, malattie su base infettiva (granulomi batterici e micotici), non infettiva (calcinosi cutanea) e tumori sia benigni che maligni di origine epiteliale, mesenchimale o a cellule discrete. L’esame citologico risulta di particolare ausilio ma solo se viene effettuato per agoaspirazione; quasi sempre infatti nelle lesioni ulcerative, risulta indicativo solo di un‘infezione superficiale secondaria. Nel caso riportato la terapia ha inizialmente risolto l’eritema interdigitale e ridotto la flogosi essudatizia ma la lesione nodulare si è aggravata. L’indagine istopatologica è risultata fondamentale per il raggiungimento di una diagnosi di tumore e ha consentito l’individuazione dell’istotipo sulla base del rilievo di cellule a secrezione non apocrina e per il particolare coinvolgimento neoplastico delle strutture duttali intraepidermiche. In uno studio retrospettivo condotto nel cane, il 75% dei tumori delle ghiandole sudoripare apocrine mostrava un comportamento invasivo e circa il 22% dei carcinomi aveva invaso i linfatici. Una maggior aggressività è stata documentata per i carcinomi delle ghiandole eccrine che mostrano una tendenza a metastatizzare ai linfonodi regionali ed ai tessuti sottocutanei dell’arto interessato. L’approccio terapeutico a questi tumori include l’escissione chirurgica, la criochirurgia o l’osservazione senza trattamento.

Bibliografia:

1. Simko E et al: A retrospective study of 44 canine apocrine sweat gland adenocarcinomas. Can Vet J, 44:38-42, 2003 2. Fuentalba CI et al. Eccrine adenocarcinoma of the footpads in 2 cats. Can Vet J; 41: 401-403, 2000.

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